25/11/2004

Officina Giovani - presentazione in forma di racconto

Abbiamo presentato i co'libri a Officina Giovani. Si trova a Prato, in piazza dei Macelli, accanto all'ospedale. Nessuna occasione particolare per farlo: non la presentazione di un nuovo autore e neppure un reading. E' andata così: Paola, una dei quasi cento partecipanti al concorso Co'libri per Letteraria 2004, mi ha chiesto di parlare del progetto all'interno di Officina Giovani (a lei piacciono molto i Co'libri, santa ragazza). Io ho risposto "Sì, naturalmente", senza sapere un granchè di questo posto: chi c'è, perchè, cosa sarà di noi. Sommariamente me l'ha spiegato. Quindi, dopo aver concordato la data, martedì siamo andati, io e Nilo, rigorosamente in auto separate, a fare il nostro dovere. Francesca non c'era perchè impegnata a spacciare alcolici in una famosa rockoteca della zona - tutto legale, state tranquilli. Dunque, Officina Giovani. E' l'ex macello comunale di Prato trasformato, ristrutturato, attrezzato e consegnato ai giovani della città: dentro questa architettura post industriale trovano posto una sala concerto, spazi per danza, musica e teatro, locali per riunioni, uffici, una emeroteca, una sala computer e mi fermo qui dimenticando molto altro. E' isolato da tutto, pur essendo in città: un'oasi dover poter lavorare o studiare in pace. Da qualche tempo è attivo un gruppo appassionato di lettura e scrittura coordinato da David Fiesoli, giornalista del Tirreno, agitatore culturale che io leggo sempre sul quotidiano ma che non avevo mai conosciuto. Il corso si tiene solo per qualche mese l'anno, ma i ragazzi si ritrovano periodicamente in questi locali per proseguire il lavoro da soli, scrivendo e parlando di letteratura, e questo lo trovo molto bello. Arrivo in anticipo e faccio subito la conscenza di Fiesoli, accompagnato da Paola, con le stampelle (Fiesoli, non Paola) perchè il malleolo della gamba destra ha salutato un pò troppo da vicino  il paraurti di un'auto. In cinque minuti arrivano tutti gli altri, un bel gruppo di una quindicina di persone ("ma non siamo tutti" dice uno di loro e infatti altri arriveranno a riunione iniziata). L'attesa di Nilo si trasforma in un esercizio zen ma infine sopraggiunge ("scusate, avevo sbagliato piazza": tipicamente pistoiese). Ci trasferiamo in una sala riunioni nuovissima, con un bel tavolo ovale in legno chiaro e cominciamo a parlare: chi siamo, come è nata l'idea dei Co'libri, perchè esistiamo (qui Nilo, in quanto editore, è stato bravissimo e soprattutto convincente), come selezioniamo i racconti, i criteri adottati per la scelta dei testi da pubblicare. David Fiesoli annota tutto: prima sulla seconda di copertina di un Co'libri, poi il provvidenziale arrivo di un paio di fogli A4 agevola le operazioni e salva qualche preziosa copia dei libretti. L'iniziativa, credo di poter dire, gli piace e la sottoporrà nei prossimi giorni all'attenzione del quotidiano per un pezzo in cronaca regionale. Intanto il gruppo cresce, arrivano altre persone, ora ci sono solo posti in piedi. Tutti ascoltano con attenzione, poi ci sono le domande, seguite dalle nostre risposte. Infine arriva quello che non ti aspetti: una responsabile della struttura ci dice che possiamo utilizzare Offina Giovani per presentazioni e reading, oltre che distribuire i libretti: c'è un palco e ci sono tecnici audio a nostra disposizione, basta avvisare per tempo. Poi Miriam, una del gruppo, ci dice che collabora in qualità di operatrice culturale con il Bar-Caffè a fianco del teatro Metastasio e che se vogliamo fare delle presentazioni lì non abbiamo che da chiedere. Rimaniano sorpresi, e felici, sul serio. Poi tocca a noi fare domande sulla loro attività: Fiesoli ci spiega che il corso comincerà a febbraio 2005 ("ma non è scrittura creativa, per l'amor di Dio" dice, e ridiamo tutti): farà leggere quattro libri diversi tra loro come scrittura e temi (Le onde della Woolf, La lingua salvata di Canetti, la Mansfield dei racconti e un altro che non ricordo); poi ne discuteranno insieme. Infine scriveranno e qualcosa finirà in mezzo ai Co'libri, scommettete? Poi si parla di libri, di racconti brevi: salta fuori il racconto più breve del mondo che a giudizio di Italo Calvino è il più bello che ci sia. Fa così:"Quando si risvegliò, il dinosauro era ancora lì". Fine del racconto: lo ha scritto un argentino, Augusto Monterroso. Un ragazzo chiede: "Ma come si fa a considerarlo un racconto?". "Pensaci" gli dico. Mi promette che lo farà. La riunone finisce, ma non è ancora il momento di andare via: Lapo ci consegna due racconti, dico grazie e guardo Nilo che sorride ("io ne ho già un altro" fa); Sara infine ci fa conoscere più da vicino Officina Giovani: ci porta nella sala concerto dove per far capire che quello era il macello comunale hanno pensato bene di conservare, attaccati al soffitto, i ganci dove appendevano i maiali (solo la puzza mi pareva sufficiente testimonianza storica ma tant'è); i corsi di danza si svolgono nelle ex celle frigorifero, ma quei locali sono chiusi, peccato. Ci troviamo nel piazzale, è il momento dei saluti. Mi viene in mente una certa cosa che riguarda David Fiesoli. Mi avvicino. "Mi ricordo che qualcuno ti ha ringraziato per la collaborazione offerta per la stesura del libro. Di chi si tratta?" Lui ci pensa su, poi, spostando il peso del corpo sulla stampella, dice che non si ricorda. "Strano, ero sicuro di averlo letto". La stampella cambia di mano. Un'illuminazione. "Ma ti riferisci ai racconti di Daniele Boccardi? Sì, ho colloborato con la famiglia per la pubblicazione". Sicuro, Daniele Boccardi, povero ragazzo. Che bei racconti, i suoi. E' tardi, è davvero ora di andare via. Mentre mi avvio verso la macchina penso a quella struttura, Officina Giovani. Non vi ho detto una cosa: è aperta tutti i giorni fino a mezzanotte, serve la tessera per utilizzare i servizi ma è gratuita. Sono gratuiti anche i corsi: tutti quanti. Le spese sono sostenute dal Comune. Uscendo dalla città e percorrendo la via Pistoiese, avevo una certa inquietudine. Poi ho capito cos'era: a gennaio Pistoia inaugurerà la nuove sale prove musicali e una sala da concerto. Anche queste, curiosamente, a fianco del vecchio macello comunale. Ho visto il progetto: molto bello, la sala è grande e promette di essere funzionale. E' a due passi dal centro. Fantastico. Naturalmente sarò presente il giorno del primo concerto rock, perchè vorrò verificare di persona la reazione delle famiglie occupanti gli appartamenti esattamente sopra la sala e cosa ne penseranno i detenuti visto che il carcere è li accanto. Vi terrò informati.

di bonimba at 17:32:53 8 Commenti