02/11/2004
I blogger van di notte...
Per quei pochi che ancora non lo sanno, è uscito questo libro, si chiama La notte dei blogger. Lo ha pubblicato Einaudi nella collana stile libero, costa 12 euro e 50 centesimi. In copertina, lassù in alto, c'è scritto: "La prima antologia dei nuovi narratori della rete". Sono 18, questi nuovi narratori. Qualche nome, random: Violetta Bellocchio, Eloisa di Rocco, Paolo Aldighieri, Roberto Moroni, Roberta Jannuzzi. Letti così di fila magari dicono poco, ma senz'altro li conoscete con il loro nickname: blogger molto letti, molto commentati, molto discussi talvolta. Famosetti, insoma. Oggi riuniti dentro questo libro. Scrive la curatrice Loredana Lipparini nella prefazione: " (...) a forza di leggere blog, succede di pensare che coloro che non frequentano Internet dovrebbero conoscerli. Accade di pensare che alcuni di loro, quelli che hanno già un seguito appassionato sul web, dovrebbero averlo anche sulla carta stampata, magari con un formato che per la carta è stato concepito. Avventura non nuova per alcuni, che sono già giornalisti, scrittori, poeti, autori. L'idea, insomma, era: cosa succederebbe se alcuni di loro scrivessero un racconto?(...)".Ecco qua, è successo. Il volume raccoglie 17 racconti e un fumetto. Argomento comune: la notte.
Trattandosi di un libro, il criterio di valutazione deve essere necessariamente letterario. Ora: scrivere sul blog non è la stessa cosa che scrivere su carta. La considerazione è banale ma, pare, non tutti i narratori qui riuniti ne sono consapevoli, nonostante alcuni di loro, come abbiamo visto, hanno già avuto precedenti esperienze cartacee (Uno che ne è consapevole: Roberto Moroni). Tutti i blogger raccolti in questo libro, nessuno escluso, nella loro casa virtuale possiedono uno sguardo lucido, spesso ironico e attento verso il mondo che gira loro intorno; sanno cogliere quei particolari che spesso non vediamo; e proviamo istintivamente simpatia e vicinanza - non fosse altro che il loro mondo è anche il nostro. Che poi scrivere sul web ha rivoluzionato il modo di mettere in fila le parole, bè, questo credo nessuno possa confutarlo. Ma trasportare l'atto della scrittura su carta è un'altra cosa: narrare, mostrare una storia, bè, forse è un pò di più che aprire semplicemente una porta e entrare nella stanza accanto. La scrittura cambia perchè cambia il mezzo, lo strumento. E di conseguenza cambia la lettura - e il lettore. Questo libro è uscito da pochi giorni, e già fa discutere (per esempio, qui, con tanto di risposte risentite in chi è stato criticato. La responsabile di questo blog è pistoiese come me: oltre alla geografia comune, per un curioso caso di empatia i suoi commenti al libro e agli autori sono gli stessi che farei io, per cui se volete conoscere la mia opinione e le mie preferenze sapete dove rivolgervi). Anche noi, qui a Settegiorni, per la collana Co'libri, abbiamo "preso" dalla rete, pubblicando nei mesi scorsi alcuni racconti brevi di due blogger, Laura e Manuela (Koan e Hazel). Ma ci siamo avvicinate a loro attraverso il percorso inverso, conoscendole prima come libere scrittrici sul web e poi come blogger. Un esperimento che ci è piaciuto ed è piaciuto ai lettori (richiedete i libretti, se volete, sono gratuiti) e che probabilmente rifaremo in futuro: la rete è piena di buoni narratori. Comunque.
Vorrei spendere due parole sul racconto di Proserpina. Lo faccio perchè secondo me è emblematico, e poi perchè, pur non conoscendola personalmente (in realtà non conosco nessuno personalmente tra i 18 autori del libro) mi pare un tipo sportivo, capace cioè di accettare le critiche, per quello che valgono e fatte con il sorriso sulle labbra, in maniera altrettanto "leggera". Dunque, Proserpina ha scritto un racconto a tinte noir (si chiama "Io la notte uccido") dove - detto senza svelare altro - c'è una successione assai esplicita di incontri sessuali. Ora, scrivere di sesso è difficile, molto: bisogna essere bravi, ma bravi davvero, altrimenti si rischia di essere prevedibili e noiosi. Soprattutto c'è il rischio clichè dietro l'angolo: di ripetere cose già lette, già viste, già sentite. In agguato c'è l'effetto Basic Instinct: questo film ha reso popolare e inoffensivo - narrativamente parlando - il sesso come strumento di seduzione e morte. Dopo, nulla può stupire. Dopo, tutto è clichè: in letteratura, nel cinema, in teatro, alla televisione. No, non è facile scrivere di/su/ il sesso. Per questo il racconto di Proserpina, oltre che essere poco originale, è prevedibile e noiosetto. E' emblematico delle trappole che comporta scrivere passando dal blog alla carta. Prosperpina, come chiunque può constatare frequentando il suo blog, possiede una buona scrittura e alcuni post evidenziano ottime qualità narrative. Nel caso di questo racconto, tali qualità non si manifestano, peccato. Pros, tutto questo secondo la mia prescindibile opinione e con tanto affetto, naturalmente. In definitiva, leggete questo libro, se avete tempo e voglia, con la curiosità riservata agli amici virtuali che visitiamo più o meno frequentemente, sempre con piacere e divertimento. Poi, converrete con me, sul web - e altrove - c'è assai di più, e di meglio.
di bonimba at 20:05:49
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